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exporeal.net EXPO REAL 2008 | 11° Salone Internazionale del Real Estate | 6 - 8 ottobre 2008 | Monaco di Baviera Giovedì, 21. Agosto 2008
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SVILUPPO SOSTENIBILE
UN DOVERE DI RAGIONE ECONOMICA

di Marianne Schulze

   
In generale le città, grazie alla loro elevata densità, sono più sostenibili degli insediamenti di villette unifamiliari immerse nel verde. Tuttavia è soprattutto nei grandi centri urbani che si decide se potranno essere raggiunti gli obiettivi di protezione del clima.

Se è vero che oggi nessun mette più in dubbio la necessità di un comportamento ecologicamente sostenibile, c’è ancora chi, nel settore immobiliare (e non solo), ribatte che così però viene meno il vantaggio economico. In realtà, molto probabilmente è proprio questo atteggiamento miope che mette in pericolo una redditività maggiore nel lungo periodo.

Adesso tutti parlano di cambiamento climatico e le ultime settimane estive ci hanno fornito un esempio di che cosa ci attenderà in futuro. Mentre gli uni quasi soffocano per il gran caldo e soffrono di scarsità d’acqua, gli altri annegano in piogge diluviali. Ed anche alle latitudini dove non si manifestano questi estremi, violente tempeste e maltempo provocano danni e disagi generali. Tutti sono d’accordo nel riconoscere che ci troviamo a pochi passi dalla tragedia e che, quindi, è proprio giunta l’ora di cambiare il nostro modo di vita finora poco riguardoso della sostenibilità. Ma prendere atto di una situazione è una cosa, cambiarla spesso un’altra.

Un settore decisivo è quello del real estate

La richiesta di maggior sostenibilità riguarda l’industria in generale ed in particolare ogni singolo settore, quindi anche quello del real estate. Architetti, facility manager, ingegneri, esperti di tecniche domestiche ed imprenditori edili si stanno occupando già da tempo di questi temi, mentre gli investitori spesso mostrano ancora grandi lacune d’informazione in materia. In effetti, anche per loro questa problematica dovrebbe essere di massima rilevanza.

Ma prima di affrontare direttamente questo problema, vediamone le dimensioni. Considerando il gas ad effetto serra CO2, la causa principale del cambiamento climatico, nella sola Europa gli edifici producono tramite il riscaldamento, il raffreddamento ed il consumo di corrente almeno il 25-30 per cento delle emissioni e negli USA circa il 40 per cento. A ciò vanno aggiunte quelle per la produzione ed il trasporto dei materiali edili e dell’attrezzatura degli stabili, nonché, alla fine del ciclo di vita, quelle per la distruzione ed il reinserimento dei materiali in nuovi processi produttivi. Anche questi consumi energetici devono essere considerati nel bilancio di un immobile. L’impegno dell’Ue di ridurre le emissioni di CO2 in media del 20 per cento minimo entro il 2020, comporta che gli edifici costruiti in futuro – stabili per uffici, case residenziali, immobili per il commercio al dettaglio, ospedali, superfici per la produzione e quant’altro – dovranno avere, per lo meno una volta in funzione, un bilancio in pareggio, vale a dire non dovranno consumare più di quanto producono.

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