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EXPO REAL 2009 | 12° Salone Internazionale del Real Estate | 5 - 7 ottobre 2009 | Monaco di Baviera | Venerdì, 05. Dicembre 2008 This is the print version of the exporeal.net offer. For printing, please use the print button of your browser. |
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Ma anche se prossimamente tutti i nuovi progetti di sviluppo diventeranno “verdi” e si adegueranno allo standard “Passivhaus”, definito dall’omonimo istituto fondato da Wolfgang Feist ed in Germania già noto da tempo nel settore residenziale, il problema non sarà affatto risolto. Infatti, il rapporto fra gli edifici di nuova costruzione e quelli già esistenti sarà al massimo di 5:95, cioè piuttosto basso. I vecchi immobili continueranno, dunque, per il momento, ad agire come grandi divoratori di energia. Ci vorranno ancora anni, se non decenni, prima che l’attuale patrimonio edilizio possa essere sostituito o attrezzato in modo tale che possa funzionare con un bilancio energetico in pareggio. In altre parole: per poter raggiungere nei prossimi 13 anni un calo del fabbisogno energetico e quindi una riduzione delle emissioni di CO2, gli edifici di nuova costruzione dovrebbero idealmente non solo sopperire ai loro consumi energetici con la loro produzione di energia, ma addirittura generarne in surplus. Buoni motivi per una maggiore sostenibilità Al più tardi ora alcuni investitori staranno scuotendo la testa domandandosi: e chi pagherà tutto questo? L’interrogativo è più che lecito. Le buone intenzioni da sole, infatti, non portano molto lontano, soprattutto se la redditività si perde per strada. D’altro lato, se non viene arginato il mutamento climatico, le sue conseguenze avranno serie ripercussioni anche sullo sviluppo economico mondiale. Sicuramente non è solo per idealismo che i CEOs di dieci gruppi multinazionali negli USA si sono rivolti al presidente Bush sollecitandolo ad approvare una limitazione vincolante delle emissioni di CO2. Ma non è necessario scomodare la politica delle sfere più alte e l’economia mondiale per individuare buoni motivi perché gli investitori si occupino più intensamente del tema della sostenibilità. A livello dell’Ue verranno introdotti certificati energetici per gli edifici. In Germania, per esempio, a partire dal 1° gennaio/ 1°luglio 2008 tutti i proprietari di immobili abitativi costruiti entro la fine del 1965 e dopo il 1966 sono tenuti a fornire informazioni sul consumo energetico del loro immobile tramite questo documento. Dal 1° gennaio 2009 poi, quest’obbligo varrà anche per gli edifici non abitativi. Questa misura serve ad aumentare la trasparenza, e molti locatari, considerando i costi energetici in continuo aumento anche in futuro, calcoleranno più attentamente se nel medio-lungo periodo non sarà per loro più vantaggioso pagare un affitto più alto, ma risparmiare invece drasticamente sulle spese secondarie. In altre parole: gli edifici esistenti che continuano a registrare un elevato consumo energetico, saranno sempre più difficili da affittare e quindi anche da vendere, e dunque, perderanno molto del loro valore economico. Nessun investitore potrà allora evitare di occuparsi del consumo energetico dei suoi assets immobiliari, di sottoporlo ad un esame critico e di pensare a come rendere gli stabili più attraenti, anche solo per motivi di puro interesse economico. Volente o nolente dovrà, dunque, adattarli alle esigenze di una maggiore sostenibilità.
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